Andrea Migliorati Guida
Cortona imperdibile: cosa vedere tra arte e tesori etruschi
Cortona è una delle città etrusche più importanti d’Italia, un luogo dove oltre duemila anni di storia si intrecciano tra vicoli, piazze e scorci panoramici. Dal MAEC, che custodisce tesori come la Tabula Cortonensis e il celebre Lampadario Etrusco, ai capolavori del Beato Angelico e di Luca Signorelli, ogni tappa racconta un’epoca diversa. Passeggiando nel centro storico potrete seguire il percorso che affianca le antiche mura etrusche, raggiungere i Tumuli del Sodo e salire fino alla Fortezza del Girifalco, da cui lo sguardo si apre sulla Valdichiana. A Cortona arte, archeologia, natura e paesaggio convivono in uno spazio raccolto, da scoprire con calma, un passo dopo l’altro.
Per orientarti senza perdere tempo, qui trovi le attrazioni raggruppate per macro-aree (musei, piazze, tracce etrusche, chiese, panorami) e, soprattutto, l’ordine con cui conviene affrontarle e quanto tempo richiedono. Cortona si percorre quasi tutta a piedi e in pendenza, quindi sapere da dove partire fa la differenza tra una visita serena e una rincorsa affannata.
Perché Cortona merita una sosta

Cortona è un comune di poco più di ventimila abitanti nella provincia di Arezzo, a sud della città e vicino al confine con l’Umbria.1 Fu una delle dodici città della Lega etrusca, e ancora oggi questa eredità è il suo tratto distintivo.2 Nata come centro umbro, fu poi assorbita dall’orbita etrusca e assunse il nome di Curtun, il nome con cui la conosciamo ancora oggi. Con la romanizzazione divenne municipium e poi, in epoca imperiale, colonia, mantenendo il nome latino Cortona.3 I gazetteer storici la classificano al tempo stesso come luogo abitato, città e sito archeologico, e questa triplice natura si percepisce ancora oggi, camminando tra i vicoli.4
Il centro storico, arroccato sul colle, si sviluppa interamente in salita. Il punto ideale da cui iniziare la visita è Piazza della Repubblica, cuore pulsante della vita cittadina, facilmente raggiungibile dai parcheggi situati a ridosso delle mura. Da qui si attraversa Piazza Signorelli, sede del MAEC, del Teatro Signorelli e dell’Infopoint, per poi proseguire — restando quasi in piano — verso il Duomo e il Museo Diocesano. Risalendo, si raggiunge il punto più alto del paese: la Fortezza del Girifalco, da cui si gode di una vista che spazia sull’intera vallata. Scendendo invece dal centro, ci si dirige verso il Centro Sant’Agostino.
Buono a sapersi prima di salire
- Per il parcheggio, lascia l’auto nei parcheggi esterni alla cinta muraria e prosegui a piedi, perché il centro è in gran parte a traffico limitato e le strade interne sono strette e ripide.
- Sul tempo minimo, conta almeno 2 ore per cogliere l’essenziale, mentre per i musei e una visita distesa è meglio mezza giornata o una giornata intera.
- Servono scarpe comode, perché i dislivelli sono continui e l’acciottolato è impegnativo. Una salita verso la Fortezza ti porta dai circa 494 metri di quota del paese5 fino al punto più alto, da cui i panorami si aprono in ogni direzione.2
Musei e capolavori, il cuore etrusco e artistico

Se Cortona ha un’anima, è qui che la incontri. La concentrazione di reperti etruschi e di pittura tra Quattrocento e Novecento giustifica da sola il viaggio, e questa sezione è il punto da cui far partire la pianificazione.
Il Museo MAEC
Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona è la prima tappa ideale per orientarsi nella storia della città prima di esplorarne le strade. Ospitato nello storico Palazzo Casali, nel cuore di Cortona, riunisce le collezioni dell’Accademia Etrusca, nata nel Settecento, e i reperti archeologici rinvenuti nel territorio cortonese. Il percorso attraversa la storia di Cortona dalla Preistoria all’età etrusca e romana, per arrivare fino alle epoche successive, offrendo una visione ampia dell’evoluzione culturale e artistica della città. Conviene visitarlo all’inizio del percorso: permette di comprendere il ruolo di Cortona nell’Etruria settentrionale e di riconoscere, durante la passeggiata, il significato delle mura, delle porte antiche, delle necropoli e dei tumuli del Sodo.
La Tabula Cortonensis
È il documento etrusco da non perdere, una tavola di bronzo iscritta che resta uno dei testi più estesi e discussi di tutta l’epigrafia etrusca. Vale la sosta anche solo per misurare quanto ancora ci parla, e quanto ancora taccia, una lingua antica. Tutti i dettagli nella scheda sulla Tabula Cortonensis.
Il Lampadario etrusco
Un grande lampadario in bronzo a sedici becchi, finemente decorato, tra i pezzi più celebri della raccolta del MAEC. È il tipo di reperto che da solo spiega perché Cortona fosse una città ricca e raffinata. La storia completa è nella pagina sul Lampadario etrusco di Cortona.
Il Museo Diocesano
Piccolo ma di altissima densità, custodisce alcuni dei capolavori che fanno di Cortona un museo a cielo aperto. Si raggiunge in pochi minuti dalla piazza principale e merita una visita lenta. Vale la pena pianificarla leggendo prima la guida al Museo Diocesano di Cortona.
L’Annunciazione del Beato Angelico
Conservata proprio al Diocesano, è una delle opere più amate della città, una tavola luminosa che molti visitatori indicano come il momento più alto della giornata. Per non passarci accanto distrattamente, leggi la scheda sull’Annunciazione del Beato Angelico.
I capolavori di Luca Signorelli
Cortona è la città natale di Luca Signorelli, e diverse sue opere sono visibili tra il Diocesano e le chiese del centro. Seguire la traccia di Signorelli è un modo per attraversare la città legando arte e luoghi. Tutto il percorso nella pagina dedicata a Luca Signorelli a Cortona.
I mosaici di Gino Severini
Il Novecento entra in città con Gino Severini, futurista cortonese, le cui opere e mosaici punteggiano alcuni luoghi cittadini e raccontano una Cortona meno scontata. Per scoprire dove cercarle, parti dalla scheda su Gino Severini a Cortona.
Le piazze e il centro medievale
Dopo i musei, la città si gusta a piedi. Piazza della Repubblica è il salotto di Cortona, dominato dal Palazzo Comunale e dalla sua scalinata, punto di ritrovo e set naturale per la vita quotidiana. Da qui si passa in pochi metri a Piazza Signorelli, con il Palazzo Casali (sede del MAEC) e il Teatro Signorelli, e poi giù lungo le vie strette dove l’edilizia medievale è rimasta intatta, come in Via Janelli con le sue celebri case a sporto.
È in questo tessuto di pietra che si capisce perché Cortona venga descritta al tempo stesso come luogo abitato e sito archeologico,4 dato che le pietre romane e medievali poggiano spesso su fondazioni ben più antiche. Cammina senza fretta, alza lo sguardo, infilati nei vicoli laterali. Qui non c’è una singola “attrazione” da spuntare, c’è un’atmosfera da assorbire.
Sulle tracce degli Etruschi, mura, porte e tumuli
Questa è la Cortona che pochi raccontano davvero, ed è il suo elemento più distintivo. La città fu una delle dodici lucumonie della dodecapoli etrusca,1 e il suo perimetro conserva ancora oggi tratti di mura ciclopiche, costruite con enormi blocchi squadrati che corrono lungo il colle. La Porta Bifora e i lacerti di cinta muraria sono testimonianze rare di quanto antica e potente fosse “Curtun”.3
Fuori dalle mura, in pianura verso la Valdichiana, si trovano i grandi tumuli funerari del Sodo, i cosiddetti “Meloni”, monumentali sepolcri etruschi con altari a gradoni. Poco distante, la Tanella di Pitagora è una piccola e affascinante tomba a camera. Insieme compongono un itinerario archeologico che vale una mezza giornata a sé e che dà profondità a tutto il resto della visita. Tienili presenti se hai due giorni, perché sono la parte di Cortona che resta più impressa a chi ama la storia antica.
Chiese e panorami, dalla città al colle
Salendo verso l’alto si incontra la spina spirituale della città. Il Duomo, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa di San Francesco e, più in alto ancora, la Basilica di Santa Margherita scandiscono la salita con soste d’arte e di raccoglimento. Più giù, fuori porta, il Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio è un gioiello rinascimentale che merita la deviazione.
In cima al colle, la Fortezza del Girifalco chiude la visita nel modo migliore. Non è solo un punto panoramico, ma il vertice del sistema difensivo che dalle mura etrusche arriva fino alla cinta medicea, il punto in cui la storia stratificata della città diventa leggibile a colpo d’occhio. Da qui, alla sommità del paese, il panorama si apre in ogni direzione sulla Valdichiana e fino al Lago Trasimeno.2 È la fotografia che porterai a casa.
Quanto tempo serve e gli itinerari pronti per ogni durata
Qui sta il vantaggio di farsi consigliare da chi Cortona la vive ogni giorno. Sotto trovi quattro varianti a seconda del tempo che hai, tutte pensate per ridurre la salita inutile e accorpare le tappe vicine.
Cortona in 2 ore (il minimo per non pentirsi) Parti da Piazza della Repubblica e raggiungi Piazza Signorelli, situata sullo stesso livello e a soli 20 metri di distanza, per ammirare Palazzo Casali e il Teatro Signorelli. Prosegui per circa 150 metri fino al Museo Diocesano, dove potrai vedere l’Annunciazione del Beato Angelico, con il Duomo proprio di fronte. Da qui scendi verso le caratteristiche case medievali di Via Jannelli, poi risali lungo Via Roma e, superato l’arco, ti ritroverai nuovamente in Piazza della Repubblica. Una passeggiata breve e ad anello, con qualche tratto in salita.
Mezza giornata A questo punto affronta una salita più decisa verso la Chiesa di San Francesco, uno dei luoghi più suggestivi e raccolti del centro storico. Prosegui quindi fino alla Chiesa di San Marco per ammirare, sulla facciata inferiore, il grande mosaico realizzato da Gino Severini nel 1961. L’opera raffigura l’Evangelista con il leone ed è caratterizzata da forme neocubiste e colori intensi, che uniscono la tradizione religiosa al linguaggio moderno dell’artista.
Se hai ancora energia, spingiti fino alla Basilica di Santa Margherita. Per raggiungerla scegli la strada più bella: la Via Crucis, che da Porta Berarda sale lungo il fianco della collina. Il percorso è accompagnato da quattordici edicole in pietra con mosaici realizzati su disegno di Severini, nei quali le scene della Passione sono raccontate attraverso figure essenziali, forme geometriche e colori vivaci. La salita è impegnativa, ma il percorso, la Basilica e il panorama finale ripagano ampiamente la fatica. Al ritorno, concediti un meritato caffè in piazza.
Un giorno intero Dedica la mattina ai musei e al centro medievale, visitando con calma il MAEC, il Museo Diocesano, il Duomo e le vie più caratteristiche della città.
Nel primo pomeriggio sali verso la Fortezza del Girifalco. Dal centro storico raggiungi Porta Berarda e imbocca Via Santa Margherita: è il percorso più suggestivo, ma anche piuttosto ripido. La strada sale lungo la Via Crucis di Gino Severini, scandita dalle edicole in pietra con i mosaici dedicati alla Passione di Cristo, fino alla Basilica di Santa Margherita. Dal piazzale della Basilica affronta l’ultimo breve tratto in salita verso la Fortezza, situata nel punto più alto di Cortona. Sono consigliate scarpe comode e, nei mesi più caldi, una bottiglia d’acqua. Dalla Fortezza lo sguardo abbraccia il centro storico, la Valdichiana e, nelle giornate più limpide, il lago Trasimeno.
Nel tardo pomeriggio scendi verso il Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale del territorio, progettato da Francesco di Giorgio Martini. Il Santuario si trova fuori dalle mura e più in basso rispetto al centro: dopo la lunga salita alla Fortezza, è preferibile raggiungerlo in auto o in taxi. A piedi bisogna considerare una discesa piuttosto lunga e, soprattutto, la successiva risalita verso Cortona, oltre ad alcuni tratti lungo la strada.
La visita interna deve essere programmata con attenzione: il Santuario non osserva un’apertura turistica continuativa e può quindi essere trovato chiuso. Le visite sono generalmente possibili su prenotazione e al di fuori delle celebrazioni religiose. È consigliabile contattare il Santuario in anticipo per verificare la disponibilità e concordare l’ingresso. Anche quando l’interno non è accessibile, vale comunque la pena raggiungerlo per ammirarne l’esterno, la grande cupola e l’armonia delle forme rinascimentali inserite nel paesaggio.
Una giornata così riunisce arte, archeologia e paesaggio, ma richiede un buon passo e una minima organizzazione preventiva, soprattutto per la visita al Calcinaio.
Due giorni Il secondo giorno è dedicato agli Etruschi fuori dalle mura. Inizia dall’Area archeologica del Sodo, ai piedi di Cortona, dove si trovano il Tumulo I e il Tumulo II, chiamati localmente “Meloni” per la loro forma tondeggiante. Queste monumentali tombe principesche, risalenti tra la fine del VII e il VI secolo a.C., testimoniano il prestigio delle antiche famiglie aristocratiche cortonesi. Particolarmente importante è il Tumulo II, con il suo straordinario altare monumentale decorato.
Prosegui poi verso la Tanella di Pitagora, una tomba etrusca di età ellenistica appartenuta alla famiglia dei Cusu. Nonostante il nome, non ha alcun legame con il filosofo Pitagora: la denominazione nasce da un’antica confusione tra Cortona e Crotone. È importante sapere che la Tanella non è normalmente visitabile da vicino: l’area è protetta da un cancello e il monumento può essere osservato soltanto dall’esterno e a una certa distanza. L’accesso ravvicinato è possibile solo in occasione di particolari visite guidate o iniziative organizzate.
L’Area archeologica del Sodo è facilmente raggiungibile in auto oppure, per chi ama lo slow travel, in e-bike attraversando la campagna della Valdichiana.
Nel 2026 il Sodo osserva i seguenti orari:
- Dal 1° aprile al 18 ottobre: tutti i giorni, dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 19:00.
- Dal 19 ottobre al 31 marzo: venerdì, sabato e domenica, dalle 10:00 alle 14:00.
- Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio.
È comunque consigliabile controllare gli orari prima della visita, soprattutto durante l’inverno e nei giorni festivi. Questa è anche la giornata ideale per proseguire alla scoperta dei dintorni di Cortona.
Oltre Cortona, tesori a meno di un’ora
Una delle ragioni per fermarsi qualche notte è la posizione. Cortona è una base eccellente per raggiungere alcuni dei luoghi più belli dell’Italia centrale. Entro circa novanta chilometri si concentra una densità di siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO difficile da eguagliare: il centro storico di Pienza a 33 km, la Val d’Orcia a 42 km, Siena a 53 km, Assisi con la Basilica di San Francesco a 56 km, San Gimignano a 79 km e il centro storico di Firenze, con il Ponte Vecchio, a 81 km.6
A queste mete si aggiungono destinazioni ancora più vicine. Arezzo, con Piazza Grande e gli affreschi di Piero della Francesca, si trova a circa 30 km; Perugia, con il suo centro etrusco e medievale, dista circa 50 km. Verso la Valtiberina si può raggiungere Sansepolcro, città natale di Piero della Francesca, mentre in direzione dell’Umbria si aprono le diverse località del Lago Trasimeno: Castiglione del Lago, Passignano, Tuoro e le isole raggiungibili in battello durante il periodo di navigazione.
Significa che da Cortona puoi costruire giornate sempre diverse senza allontanarti troppo: un giorno tra Pienza e la Val d’Orcia, una visita ad Arezzo o Sansepolcro sulle tracce di Piero della Francesca, una giornata tra Perugia e Assisi oppure un itinerario più rilassante tra i borghi e le rive del Trasimeno. Anche Firenze è raggiungibile in treno dalle vicine stazioni di Camucia-Cortona e Terontola-Cortona. Così la città-colle etrusca diventa il campo base ideale e, ogni sera, si ritorna alla quiete di Cortona.
Dove dormire per visitare Cortona con calma
Visitare Cortona bene significa poterla godere nelle ore migliori, presto la mattina e al tramonto, quando le piazze si svuotano e il colle si tinge d’oro. Per questo conviene alloggiare a pochi passi dal centro storico, evitando il problema più sentito da chi arriva in auto, cioè la salita e il parcheggio dentro le mura.
L’Hotel Villa Santa Margherita è il punto di partenza ideale per vivere Cortona con calma. A pochi minuti a piedi dal centro storico, offre 22 camere, parcheggio privato, un ampio giardino e una terrazza panoramica affacciata sulla Valdichiana, lo stesso paesaggio che si ammira dalla Fortezza del Girifalco. Per chi desidera esplorare il territorio oltre le mura, è disponibile anche il noleggio di e-bike, perfetto per raggiungere senza fretta le colline, gli itinerari panoramici e i siti archeologici della valle. Dopo una giornata tra musei, vicoli e panorami, l’hotel offre un ambiente tranquillo dove rilassarsi, con la comodità di lasciare l’auto parcheggiata e raggiungere il centro storico a piedi.
Fonti
Footnotes
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Cortona — Wikipedia. it.wikipedia.org ↩ ↩2
-
Cortona — Wikivoyage. en.wikivoyage.org ↩ ↩2 ↩3
-
Cortona — Pleiades (storia antica). pleiades.stoa.org ↩ ↩2
-
Cortona — World Historical Gazetteer. whgazetteer.org ↩ ↩2
-
Cortona — dati (Wikidata). wikidata.org ↩
-
Patrimoni UNESCO vicino a Cortona. whc.unesco.org ↩